Geologia delle Madonie

 

Uno degli aspetti più importanti, che caratterizza l’area del territorio madonita  è proprio quello geologico. Queste montagne fanno parte della catena cosiddetta appennino-maghrebide, figlia dei fenomeni compressivi generati dalla giunzione tra la placca Africana e quella Europea. Nel caso delle Madonie possiamo parlare di due aree che, per caratteristiche litologiche e di ambiente deposizionale, si differenziano: una occidentale (massiccio di Monte dei Cervi, 1794 m) ed una orientale (Pizzo Carbonara, 1979 m); la prima costituita da rocce di mare profondo (marne, calcilutiti e calcareniti – il Bacino Imerese), mentre la seconda formata principalmente da calcari dolomitici di mare basso (calcilutiti ad ammoniti, biolititi a spugne e coralli – la Piattaforma Carbonatica Panormide). Tra queste due zone si riconosce in contrada Portella Colla la presenza di flysch numidico (peliti) appartenente ad una zona di transizione (o di scarpata) lungo la quale si assiste al sovrascorrimento dell’unit Carbonatica Panormide sull’unit del Bacino Imerese, nota come il thrust di Monte Mufara. Le aree pi orientali delle Madonie sono caratterizzate da depositi flyschoidi (per esempio le megabrecce di Monte San Salvatore o le argille di Portella Mandarini) e più generalmente da depositi siliceo-argillosi. Di grande interesse dal punto di vista geomorfologico sono l’altopiano carsico del Carbonara (dove si possono contare pùi di 200 doline e alcune grotte), il polje di Piano Battaglia, l’inghiottitoio della Battaglietta, la grande paleofrana della Quacella (circa 6 km di fronte!) e sempre di quest’ultima le splendide guglie e numerosi canaloni, frutto dell’erosione selettiva. Il Parco delle Madonie stato recentemente inserito nel circuito dei Geoparks: una rete mondiale di parchi accomunati dalle rilevanti caratteristiche geologiche e geomorfologiche.