Flora delle Madonie

 

Possiamo pensare alle Madonie come ad un gigantesco orto botanico naturale che racchiude un’innumerevole quantità di specie vegetali e oltre 150 endemismi sui totali 200 che si contano in Sicilia. Le zone comprese tra i 100 ed i 500 m sono caratterizzate dalla presenza dominante della macchia mediterranea mista ad alberi da frutto, colture di vario tipo e alle prime quercete (Quercus congesta e Quercus dalechampii), che talvolta raggiungono notevoli estensioni come nel caso dei boschi che si estendono tra Pollina e Gibilmanna, o altre essenze come il pino domestico (Pinus pinea) e il pino marittimo (Pinus pinaster); tra i 550 ed i 1200 m si trovano ampi boschi di Leccio (Quercus ilex), che raggiungono la massima espressione nella Foresta di Volpignano (tra Piano Zucchi e Bivio Munciarrati), o di roverelle (Quercus pubescens) rinvenibili nel settore nord-orientale di Monte San Salvatore (stazioni unicamente composte da questa specie sono rare nel resto d’Italia). Nella stessa fascia possiamo trovare altre essenze come il Castagno (Castanea sativa) o il Pioppo (Populus nigra e Populus tremula), frequenti nel territorio di Petralia Sottana (Torrente Mandarini) e Castelbuono (Contrada Liccia). Nella fascia compresa tra i 1200 ed i 1400 m si aggiunge, insieme alle specie sopraelencate, l’Agrifoglio (Alex aquifolium) che troviamo il più delle volte associato a specie come il Faggio, la Roverella o il Leccio; sulle Madonie presente in quantit nei boschi del Pomieri, di Volpignano e di Sempria. E proprio sul Carbonara, nella zona di Piano Pomo, si incontra una stazione di agrifogli unica nel suo genere: si tratta di esemplari giganteschi alti pi di 15 metri, con un età stimata in circa 300 anni, che formano piccoli boschetti sul limitare di un faggeto. Tra i 1400 e i 1979 m del Pizzo Carbonara si trova il dominio (quasi) incontrastato del Faggio (Fagus sylvatica), pianta tipica delle aree temperato-fredde giunta in Sicilia grazie all’ultima glaciazione; quasi incontrastato, perch in alcune zone del versante meridionale di queste montagne il faggio convive in un contesto del tutto eccezionale con un’essenza tipica dell’area mediterranea: il Leccio, a quote che in altre regioni risulterebbero proibitive per quest’ultimo. Ampie faggete si possono osservare nell’area del Carbonara, Monte Mufara, Monte Cervi e Monte San Salvatore. Ma il vero gioiello delle Madonie, e probabilmente non solo dal punto di vista botanico, l’Abete dei Nebrodi (Abies nebrodensis), specie di cui esistono al mondo soltanto 29 esemplari tutti vegetanti in un’area limitatissima del Vallone Madonna degli Angeli. Si tratta di un endemismo puntiforme che arricchisce enormemente il patrimonio botanico madonita e siciliano. Bisogna inoltre citare i numerosi alberi monumentali, splendidi e giganteschi esempi di architettura vegetale costruiti nei secoli dalla natura, si ricordano: l’agrifoglio gigante di Piano Pomo (Ilex aquifolium) di 18m di altezza, due splendidi esempi di Roverella (Quercus pubescens) in località Piano Sempria, una alta ben 30m, l’altra appena la metà, poi sempre in località Piano Pomo si ricordano due giganteschi esemplari di Acero campestre (Acer campestre) alti 20m, una Roverella di 25m di altezza ed un Melo selvatico (Malus sylvestris) alto ben 12m.