Le Madonie

Le Madonie costituiscono un massiccio montuoso, inserito nel cuore dell’Appennino Siculo, catena di monti che si sviluppa parallelamente alla linea di costa settentrionale della Sicilia, da Messina (ad est) a Trapani (ad ovest). I limiti del massiccio sono idealmente segnati dalla Valle del Fiume Imera Settentrionale (ad ovest), da quella del Fiume Pollina (ad est), dalla Valle del Fiume Salso a sud e dal Mar Tirreno a nord. Il punto più alto del massiccio è Pizzo Carbonara (1979 m s.l.m.), che costituisce la cima più alta della Sicilia dopo quella dell’Etna (3350 m s.l.m.).La Quacella dalla Mufara

Dal punto di vista geologico le Madonie si sono formate negli ultimi 20 milioni di anni, a seguito della compressione tra placca Eurasiatica e placca Africana. In affioramento si osserva la sovrapposizione di unità carbonatico-silicoclastiche bacinali (mare profondo – U. Imeresi) e di piattaforma carbonatica (mare basso – U. Panormide), queste ultime particolarmente ricche in fauna e flora fossilifera. I rilievi di origine carbonatica sono soggetti a fenomeni di carsismo con la formazione di doline, polje, inghiottitoi, ipogei e abissi, che danno luogo ad un ampio campo carsico di alta quota (es. il Carbonara). Per l’importanza che queste montagne rivestono da un punto di vista geologico, le Madonie fanno parte della rete europea dei Geoparks, sistema di aree protette che tutelano il patrimonio geologico europeo.

Dal 1989 le Madonie sono protette da un Parco Regionale che ne tutela le bellezze naturali e monumentali. “Un crocevia dove convivono le piante di tre continenti” recitava il sottotitolo di una vecchia pubblicazione, ed effettivamente è questo il luogo dove il Faggio (Fagus sylvatica L.), essenza tipica del Nord Europa, raggiunge il limite meridionale del suo areale di distribuzione nel Vecchio Continente. Soltanto qui il Leccio (Quercus ilex L.1753) si spinge ad altitudini impensabili in altri luoghi d’Italia o d’Europa, e solamente a Piano Pomo, nel versante settentrionale del massiccio, si trovano i più antichi e grandi Agrifogli (Ilex aquifolium L.) d’Europa. Il vero protagonista del Parco è l’Abete dei Nebrodi (Abies nebrodensis (Lojac.) Mattei, 1908), o Abete delle Madonie, essenza endemica della Sicilia, è una specie-relitto di antiche glaciazioni e consta di 29 esemplari, gli unici al mondo, tutti residenti nel Vallone Madonna degli Angeli, sopra l’abitato di Polizzi Generosa. Nel 2000 il Parco delle Madonie ha avviato un progetto LIFE per la conservazione della specie, considerata a rischio critico di estinzione.   Tra i numerosissimi endemismi floreali presenti nel Parco sono da citare la Peonia, il Lino delle fate siciliano (Stipa sicula), la Stellina di Gussone (Asperula gussonei), l’Aubrezia siciliana (Aubrieta deltoidea), il Trifoglio di Bivona-Bernardi (Trifolim bivonae), lo Spillone dei Nebrodi (Armeria nebrodensis), il Cardo niveo (Ptilostemon niveus), l’Astragalo dei Nebrodi (Astragalus nebrodensis (Guss.) Strobl.) e l’Astro di Sorrentino (Aster sorrentinii (Tod.) Lojac.). Dal punto di vista faunistico, scomparsi i grandi mammiferi, rimangono Daini (Dama dama) e Cinghiali (Sus scrofa) a popolare i boschi del Parco. Numerosi sono i rettili e i roditori, così come gli uccelli.

Le Madonie viste dalla costa palermitana in una giornata d'inverno